Un carrello elevatore, anche nella sua configurazione più semplice, sa fare molto bene una cosa: sollevare e spostare un pallet.
Ma per tutto il resto (svuotare un cassone, ruotare un carico, movimentare una bobina di carta senza rovinarla o un carico di pelli grezze) serve qualcosa di personalizzato. Ed è qui che entrano in gioco le attrezzature per carrelli elevatori: componenti che si agganciano alla piastra portaforche e trasformano un carrello “generico” in un mezzo su misura per il lavoro quotidiano.
In questa guida vi accompagniamo tra le principali famiglie di accessori disponibili, con un approfondimento particolare sulle pinze, probabilmente la categoria più utile per chi lavora nella movimentazione di carichi non pallettizzati.
Indice dei contenuti
Prima di tutto: le forche, con o senza traslatore
Le forche standard sono il punto di partenza di ogni carrello elevatore, ma anche qui esiste un margine di miglioramento non scontato.
Innanzitutto, il traslatore laterale permette di spostare le forche a destra e sinistra direttamente dalla cabina, senza dover riposizionare l’intero carrello: un vantaggio enorme quando si caricano pallet uno dopo l’altro e si vuole risparmiare tempo prezioso su ogni movimento.
Altrettanto utili sono poi le forche telescopiche, che si allungano per raggiungere pallet in stoccaggio a doppia profondità.
Posizionatore: tradizionale, doppio o triplo
Il posizionatore forche permette di variare la distanza tra le due forche direttamente dalla cabina, utile a chi gestisce nello stesso magazzino pallet di misure diverse senza dover scendere per regolarle manualmente.
Quando il lavoro prevede la movimentazione ripetuta e contemporanea di più unità di carico, entrano in gioco i posizionatori multipallet, disponibili in versione a doppia o tripla (il carrello può prendere due pallet alla volta oppure tre con le forche che si avvicinano o allontanano). Sono particolarmente utili in fase di carico/scarico automezzi o quando si spostano grandi quantità di pallet sulla stessa tratta per lo stoccaggio in quanto riducono il numero di viaggi ed i tempi morti.

Le pinze: quando il pallet non c’è (o non basta)
Come abbiamo già accennato, non tutta la merce viaggia su pallet. Balle, bobine, cassoni, fusti: per questi carichi le forche standard non bastano, ed è qui che entrano in gioco le pinze, attrezzature che afferrano il carico direttamente, se necessario con la possibilità di ruotarlo o inclinarlo.
Tra gli accessori disponibili per un carrello elevatore, la famiglia delle pinze è probabilmente quella più ampia e articolata: cambia la forma dei bracci, il tipo di presa e così via. Vediamo le principali.

Pinza a forche rotanti
Le pinze rotanti serrano il carico lateralmente con due bracci e lo ruotano fino a 360°. L’impiego più frequente è lo svuotamento di contenitori, cassoni e gabbie: il carrello inforca il contenitore, lo ruota e lo svuota senza bisogno di manodopera aggiuntiva o di attrezzature di supporto. Sono utili anche ogni volta che un carico va orientato in una direzione precisa prima di essere depositato.

Pinza Turnafork
La pinza Turnafork è una variante particolare della pinza a forche: i bracci possono ruotare tra la posizione verticale, per funzionare come una normale pinza di serraggio, e quella orizzontale, per diventare a tutti gli effetti delle forche. Il vantaggio è avere un’unica attrezzatura per gestire sia i carichi pallettizzati sia quelli sciolti, senza doverla smontare. È una soluzione diffusa nell’industria del filato e del tessile, dove capita spesso di dover alternare la movimentazione di rocche o balle di materiale sciolto con quella di scatoloni o pallet standard nello stesso turno di lavoro.
Pinza per balle di carta o rifiuti
Pensate per carichi non pallettizzati e di forma irregolare (come balle di carta, cartone e rifiuti), le pinze per balle hanno braccia che permettono una presa sicura senza danneggiare il carico.
Pinze per bobine di carta
Le bobine di carta sono un carico difficile: pesanti, costose, facili da danneggiare se prese nel modo sbagliato. Le pinze per bobine sono progettate per questo, con braccia solide e superfici di contatto studiate per non segnare il rotolo. Sono disponibili in varie versioni: per la presa orizzontale o verticale, con rotazione a 180° o 360°, e in alcuni modelli con braccio diviso, per prelevare due bobine di diametri diversi allo stesso tempo. Per chi lavora nell’industria cartaria è l’accessorio più rilevante di tutta questa guida insieme alle pinze per balle.
In alternativa alla pinza, per bobine e materiali cilindrici cavi (compresi i coils in acciaio) si possono usare i puntoni, aste che si infilano nel foro centrale del rotolo: una soluzione semplice ed efficace quando si movimenta il carico orizzontalmente.


Pinze roto-ribaltanti per bobine di carta
Un’evoluzione delle pinze per bobine: alla rotazione continua si aggiunge la possibilità di ribaltare il carico frontalmente di 90°. Sono pensate per chi ha necessità di movimentare le bobine di carta sia orizzontalmente che verticalmente.
Attrezzature
Oltre alle pinze vere e proprie, esiste una categoria di attrezzature più “semplici” ma altrettanto specifiche nell’uso, spesso pensate per un solo tipo di carico o per un solo settore.
Puntone
Si tratta di un’asta rigida in ferro che si infila nell’anima (ovvero nel foro centrale) di una bobina per movimentarla. Non è una pinza in quanto non serra il carico lateralmente, ma sfrutta semplicemente l’inserimento nel foro per sollevare e spostare il rotolo. È una soluzione semplice ed efficace per bobine e materiali cilindrici cavi.
Girafusti
Questa è l’attrezzatura dedicata alla movimentazione di fusti e bidoni, con bloccaggio che si attiva avvicinando l’attrezzatura al fusto, senza che l’operatore debba scendere dal carrello. Molti modelli funzionano “a gravità”: si chiudono grazie al peso stesso del fusto e si aprono appoggiandolo a terra, riducendo il rischio di errore manuale.
Braccia inox inforcabili
Un’attrezzatura molto specifica, diffusa nell’indotto conciario del Comprensorio del Cuoio: si tratta di due “cucchiai” in acciaio inox, inforcabili, cioè pensati per essere infilati direttamente sulle forche di un carrello equipaggiato con pinza a forche.
Una volta inserite le braccia inox e chiuse le forche, si forma un cucchiaio che permette di recuperare le pelli direttamente da terra, senza doverle sollevare manualmente. L’acciaio inox garantisce inoltre una migliore resistenza alla corrosione, utile in un ambiente di lavorazione umido e a contatto con sostanze chimiche come quello della conceria.

Ribaltatori per cassoni
I ribaltatori (o rovesciatori) afferrano un cassone, lo bloccano con un sistema di serraggio meccanico o idraulico e lo ruotano (solitamente a 180°) per svuotarlo in modo controllato, senza intervento manuale. È l’attrezzatura di riferimento in conceria, dove permette di svuotare rapidamente i cassoni utilizzati nelle diverse fasi di lavorazione delle pelli, riducendo la movimentazione manuale in un ambiente già di per sé fisicamente impegnativo.
Ruota bins (o gira bins)
Una famiglia di attrezzature molto simile nel funzionamento ai ribaltatori ma pensata specificamente per il settore agroalimentare: uva, olive, frutta e verdura. Il termine più diffuso sul mercato è “gira bins” o “girabins”, a volte anche “rovesciatore per bins”. In cantina, durante la vendemmia, permette di svuotare le cassette piene d’uva direttamente nella pigiatrice o nella tramoggia di ricezione; lo stesso principio si applica ai frantoi per le olive e ai magazzini ortofrutticoli, dove riduce tempi e sforzo fisico rispetto allo scarico manuale.
Altre attrezzature da conoscere
Per completare il quadro, altre famiglie di accessori meno frequenti nei vostri magazzini ma utili da conoscere:
- Pinze per tubi, per impedire lo scivolamento o il rotolamento di materiali cilindrici durante il trasporto;
- Ribaltatori e piastre rotanti, che ruotano il carico fino a 360°, utili nello svuotamento laterale di liquidi o materiali sfusi;
Come scegliere l’accessorio giusto
Non esiste un accessorio “migliore” in assoluto: la scelta dipende dal tipo di carico che movimentate ogni giorno, dalla frequenza con cui lo fate e dallo spazio disponibile in magazzino. Un’attrezzatura sbagliata, oltre a non risolvere il problema, può anche compromettere la stabilità del carrello: ogni accessorio va infatti verificato per compatibilità con il modello di carrello e riportato sulla targa di portata residua, come previsto dalla normativa.
Per questo, prima di scegliere, è sempre bene farsi consigliare da chi conosce sia il carrello che l’accessorio: il nostro team può valutare con voi il carico da movimentare, i cicli di lavoro e lo spazio disponibile, per indicarvi la soluzione più adatta, che si tratti di un semplice traslatore o di un’attrezzatura più complessa come una pinza roto-ribaltante.
Avete un’esigenza di movimentazione particolare, o volete capire quale accessorio si adatta meglio al vostro carrello? Contattate qui il nostro team: siamo concessionari esclusivi Linde Material Handling dal 1982, con sedi a San Miniato, Porcari e Santa Croce sull’Arno.

